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Chissà cosa pensò Sergio, in un giorno dei primi anni 90, quando lesse il manifesto che pubblicizzava il corso bandistico............................ Probabilmente vide la possibilità concreta di realizzare un suo desiderio rimasto da sempre nel cassetto potendo finalmente imparare a suonare uno strumento. Vide sicuramente anche che sarebbe stata una nuova opportunità per stare in mezzo alla gente, per farsi nuovi amici e stare in allegra compagnia. Certo, ci sarebbe stato da impegnarsi un po', rimettersi a studiare ed esercitarsi alla soglia dei cinquant'anni, ma la cosa non lo spaventava di certo. E così, nel giro di poco tempo Sergio entrò a far parte della banda di Portula ed immediatamente dopo di quella di Coggiola che diventerà la sua banda. E fu subito amicizia a prima vista. Mise le mani avanti col suo fare sempre spiritoso dicendo di sé e del suo strumento :”Il mio strumento è un basso in fa : fa quel che può!”. Era uno di quegli elementi che danno l'impronta all'intero gruppo grazie all'affabilità, alla simpatia e all'allegria che sempre lo accompagnavano. Anche nei momenti un po' spenti, carichi magari di stanchezza o dove si dovevano superare difficoltà, la sua presenza e le sue parole sapevano risollevare in un attimo gli umori e ridare nuovo slancio a me e a tutti i responsabili della banda imprimendo nuova vitalità all'attività del gruppo. Ma non si limitava a parlare, anzi era uno che si rimboccava le maniche in prima persona e si offriva di dare una mano sempre. Il suo senso dell'amicizia e dell' allegria era fortissimo e ovviamente si manifestava anche al di fuori della stretta attività bandistica come quando lanciava (e realizzava in prima persona) idee come quella di una bagna cauda o una fagiolata in compagnia. La musica ha accompagnato gli ultimi vent' anni della vita di Sergio che ha prestato le sue capacità ed il suo tempo anche alle bande di Grignasco, Borgosesia, Varallo e Cossato lasciando un'eredità di affetti enorme. La banda ha dato tanto a Sergio offrendogli l'opportunità di dare luce e spazio ad una sua passione forse mai emersa così prepotentemente prima di incontrarci. Gli ha regalato tantissimi momenti di gioia, serenità, bellezza. Gli ha permesso di esplorare infiniti stili e generi di musiche che lui sapeva apprezzare e che, con tenacia e senso di responsabilità, spesso studiava a casa per poter dare il meglio di sé nei nostri concerti. Gli ha fatto conoscere l'orgoglio e la soddisfazione degli applausi del nostro pubblico che nelle nostre note non sente forse la perfezione assoluta, ma sente sicuramente la nostra passione e la nostra allegrìa. Ma se la banda ha dato tutto questo a Sergio, lui alla banda ha dato tantissimo e la fortuna che abbiamo avuto ad incontrarlo e trascorrere così tanti anni con lui, per dirla con una frase fatta ma efficace, non ha prezzo. Il saluto che la banda ha riservato al suo amico nel giorno del suo funerale è stato un saluto carico di affetto suonando per lui alcuni brani religiosi che solo una settimana prima Sergio aveva eseguito nel suo ultimo servizio a Campertogno. Quando penseremo a lui, nei nostri cuori comparirà un velo di malinconia, ma sul nostro volto si disegnerà un dolce sorriso. Andrea Vaudano
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